Zerocalcare: come un fumettista di Rebibbia è diventato un fenomeno italiano

Zerocalcare: come un fumettista di Rebibbia è diventato un fenomeno italiano

Si chiama Michele Rech, ma ormai per milioni di lettori è semplicemente Zerocalcare.

Partito da fumetti autoprodotti, fanzine e un blog personale, in poco più di dieci anni è diventato uno degli autori più riconoscibili del fumetto italiano, arrivando dalle librerie fino a Netflix.

E pensare che anche il suo nome d'arte è nato quasi per caso.

Perché si chiama Zerocalcare?

La storia è ormai diventata una piccola leggenda.

Da ragazzo Michele Rech doveva scegliere velocemente un nickname per partecipare a una discussione su un forum. In televisione stava passando la pubblicità di un prodotto anticalcare e prese praticamente il primo nome che sentì.

Quel nickname improvvisato sarebbe diventato Zerocalcare.

Il successo parte da un Armadillo

Nel 2011 arriva La profezia dell'Armadillo, il libro che dà il via al fenomeno.

L'Armadillo rappresenta la coscienza di Zerocalcare: commenta, giudica, mette dubbi e spesso dice ad alta voce quello che il protagonista preferirebbe non ammettere.

Il libro è diventato negli anni un vero classico moderno e, secondo BAO Publishing, ha superato le 300.000 copie vendute solo in Italia.

Già nel 2019 l'insieme dei libri di Zerocalcare aveva oltrepassato il milione di copie vendute in Italia.

Perché piace così tanto?

Una parte del segreto è nel suo linguaggio.

Zerocalcare racconta amicizie, lavoro precario, ansie, famiglia, periferia, adolescenza e paura di diventare adulti usando un miscuglio molto personale di romanesco, cultura pop, cartoni animati, videogiochi e ironia.

Rebibbia non è semplicemente lo sfondo delle storie: è quasi un personaggio.

E personaggi come Secco, Sarah, Cinghiale e l'Armadillo sono diventati familiari anche a chi non aveva mai comprato un fumetto.

Un fumetto candidato al Premio Strega

Nel 2014 pubblica Dimentica il mio nome, una storia molto più personale dedicata alla propria famiglia.

L'anno successivo il libro entra nella selezione del Premio Strega, un risultato decisamente insolito per una graphic novel e un ulteriore segnale di quanto il fumetto di Zerocalcare fosse ormai uscito dai confini tradizionali delle fumetterie.

Poi arriva Netflix

Nel 2021 il fenomeno fa un altro salto con Strappare lungo i bordi, serie animata scritta e diretta dallo stesso Zerocalcare.

Seguono Questo mondo non mi renderà cattivo nel 2023 e, nel 2026, Due spicci, il suo terzo progetto animato per Netflix.

Per celebrare l'arrivo di Due spicci, Netflix ha organizzato nel maggio 2026 un evento al Circo Massimo di Roma che ha coinvolto oltre 10.000 fan.

Da autore di fumetti indipendenti a protagonista di un evento da migliaia di persone: probabilmente è questa l'immagine che racconta meglio il fenomeno Zerocalcare.

Una chicca per i collezionisti

Per chi colleziona i suoi libri, non conta soltanto il titolo.

Negli anni sono apparse prime edizioni, variant, tirature speciali e ristampe con copertine differenti. Alcune edizioni limitate sono diventate particolarmente ricercate: per esempio Macerie prime – Sei mesi dopo uscì anche con una variant limitata a 5.000 copie.

Per questo, davanti a un vecchio volume di Zerocalcare, vale sempre la pena controllare anno, edizione, copertina e numero di ristampa.

Zerocalcare è riuscito in qualcosa di non comune: portare persone che magari non leggevano fumetti a entrare in libreria per comprarne uno.

E forse il suo successo nasce proprio da qui: racconta storie molto personali che, pagina dopo pagina, finiscono per sembrare un po' anche le nostre.

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