Gli Sgorbions erano americani: la storia che forse non conoscevi
Gastone Bubbone, Walter Subwater, Letizia Immondizia: per chi li collezionava, bastano questi nomi a riaprire un album nella memoria. Gli Sgorbions puntavano su personaggi esagerati, situazioni disgustose e giochi di parole capaci di far ridere già prima di guardare bene il disegno.
La loro storia, però, comincia dall’altra parte dell’Atlantico.
L’origine americana: i Garbage Pail Kids
La collezione nasce negli Stati Uniti nel 1985, prodotta da Topps con il nome Garbage Pail Kids. L’idea era fare la parodia dei Cabbage Patch Kids, i bambolotti allora popolarissimi, trasformandoli in personaggi grotteschi e irriverenti.
Al progetto è legato il nome di Art Spiegelman; tra gli artisti che hanno costruito l’immaginario della serie figurano John Pound e Tom Bunk. Il risultato era un piccolo universo illustrato dove il cattivo gusto diventava una gag.
Sì, uscirono anche nel Regno Unito
La prima serie britannica risale al 1986. Le edizioni distribuite da Topps Ireland erano più piccole delle carte americane e sono spesso chiamate “mini” dai collezionisti. Nel Regno Unito conservarono inizialmente il nome Garbage Pail Kids.
Esiste quindi un’edizione inglese, ma Sgorbions è il nome adottato per il mercato italiano: l’origine della collezione resta americana.
L’arrivo nelle edicole italiane
La prima raccolta italiana Sgorbions n. 1 uscì nel 1990 e comprendeva 160 figurine. Le confezioni riportavano il prezzo di 500 lire a bustina: un dettaglio che oggi racconta subito l’epoca di questa collezione.
I nomi italiani contribuivano al divertimento, adattando l’identità dei personaggi attraverso rime e battute. Era proprio questa combinazione tra disegno e nome a rendere ogni figurina riconoscibile.
Una collezione capace di far discutere
Negli Stati Uniti le proteste di gruppi di genitori e i divieti in alcune scuole accompagnarono il successo dei Garbage Pail Kids. Topps pubblicò 15 serie tra il 1985 e il 1988, per poi rilanciare il marchio nel 2003.
Dietro il vecchio album italiano c’è dunque una storia internazionale fatta di satira, illustrazione e nostalgia. E una domanda rimasta identica: quale personaggio disgustoso mancava ancora alla tua raccolta?








